Come impostare le curve lente – 3° parte
In situazioni di scarsa aderenza è invece utile saper usare la leva che solitamente si trova tra i due sedili anteriori se non si è in grado di far scodare l’auto con i trasferimenti di carico.
Infatti in queste situazioni, la tendenza della vettura ad andare dritta è talmente elevata che non permette una guida fluida e pulita, ma necessariamente una “energica” fatta di inserimenti in potenza con l’auto già sterzata e pronta per uscire dalla curva in derapata.
Per fare questo si possono fare due cose: o si provoca un effetto” pendolo” sterzando prima leggermente dalla parte opposta alla curva per poi inserirsi con un angolo più largo e con il veicolo parzialmente di traverso, oppure, solo se si presume che questo potrebbe non bastare, ci si aiuta, nell’effettuare la stessa manovra, con il freno a mano nell’ultima sterzata del pendolo.
Con un’aderenza precaria bisogna essere padroni dei trasferimenti di carico, dato che il sottosterzo è veramente troppo rispetto a quello che si potrebbe governare solo con il volante.
Attenzione quindi alla sensibilità sul sedile che vi comunica intensità e direzione dei trasferimenti di peso ed attenzione anche alle staccate: per non andare dritti o bloccare dovrete acquistare un nuovo tipo di sensibilità, molto più fine perché non aiutata da forze facilmente percepibili (normalmente le decelerazioni superano valori di 0.8g-0,Gg, ma su sterrato sono molto lontane da questo valore, attestandosi sul 0,3g-0,2g a seconda delle condizioni del manto stradale (duro, ghiaioso, fangoso … ).
Dunque anche gli spazi di arresto si prolungano nettamente ed in maniera per niente progressiva: ad esempio una pozzanghera, durante la staccata, può avere due tipi di effetto: bagnare i dischi, che, avendo bisogno di un periodo, seppur breve, di “asciugatura” (da effettuarsi semplicemente tenendo pigiato il pedale del freno), allungano il tempo e gli spazi di
frenatura; oppure, se ormai quasi asciutta ma ancora fangosa, può avere un effetto decelerante praticamente nullo ed un valore di limite di bloccaggio anch’esso quasi inesistente: cioè appena tocchi i freni, blocchi – tipo ghiaccio – .
Ecco la tecnica più adatta per percorrere velocemente e soprattutto uscire velocemente dalle curve lente: ritardare l’apice per essere il più dritti possibile in uscita e poter dunque accelerare prima.

