Il passo e la carreggiata dell’automobile

Spesso si sente dire che una macchina più larga della media permette una migliore aderenza: perché?

Perché con una carreggiata più larga il trasferimento di carico a destra o sinistra avviene più lentamente permettendo alle gomme di avere più aderenza trasversale, non dovendo reggere un peso eccessivo perché il trasferimento di carico è più lento, e dunque di generare più forza centripeta (quella che permette ad un auto di sterzare).

La carreggiata larga però non è la panacea di tutti i mali perché rende meno agile il veicolo nei veloci cambiamenti di direzione che vengono rallentati dalla lentezza della variazione di peso dinamica.

Dunque largo è bello, ma non troppo!

Il passo influisce invece sulla stabilità in rettilineo (la carreggiata su quella in curva) e nelle condizioni di variazioni di carico longitudinali: accelerazione e frenata.

Anche qui come per la carreggiata capirete che un buon passo è necessario, ma non deve essere eccessivo altrimenti avremmo solamente un veicolo sicuro ma per niente veloce data la lentezza dei trasferimenti di carico.

Come si fa a sapere se un’auto è potenzialmente veloce e stabile o no? Bisogna applicare una scialba regoletta matematica:

peso: (carreggiata x passo)

Si troverà così il rapporto tra peso e superficie d’appoggio del veicolo che a valori minori determinerà prestazioni potenziali superiori in velocità con una discreta facilità di conduzione e a valori maggiori migliore agilità nei trasferimenti di carico ma maggior sensibilità e difficoltà di guida al limite.

Potenziali perché anche la taratura delle sospensioni e la larghezza del battistrada delle gomme influiscono sull’aderenza trasversale così come l’altezza del baricentro.

Inoltre va da se che bisogna riferire questi valori ad automobili di dimensioni esterne simili, non si può paragonare un 126 (piccolo e leggero) ad una Rolls Royce (mastodontica in tutti i sensi).


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