Partenze da fermo, riprese ed accellerazione

Per accelerare velocemente e con partenze brucianti sia da fermo che in movimento esiste solo un modo: portare e mantenere il motore tra il regime di coppia massima e quello di potenza massima.

Da fermi si deve portare il motore al corretto numero di giri, appena sottocoppia, e mantenerlo il più a lungo possibile anche dopo aver innestato la frizione aiutandosi con quest’ultima ed il gas.

Non dovrebbero esserci problemi di pattinamento in caso di corretta manovra perché la frizione parzializza la coppia scaricata a terra evitando lo slittamento fungendo appunto da limitatore di coppia.

Non appena il motore raggiunge il regime di potenza max. bisogna cambiare il più velocemente possibile (e possibilmente senza strappi che comunque comunque non dovrebbero verificarsi) e si passa alla seconda marcia.

La potenza comincia a diventare fondamentale quando le marce tendono a diventare a presa diretta, cioè in terza, quarta, quinta, e, mano a mano che diminuisce il rapporto di demoltiplica (cioè si “sale” con le marce), queste devono essere “tirate” sempre di più fino al limite (da raggiungersi in quarta, solitamente marcia a presa diretta).

E’ inutile tirare la prima al limitatore per due motivi:

1. Il motore prende giri così velocemente che una sfollata è sempre in agguato.

2. La velocità con cui il motore sale di giri non permette di essere precisi.

Per le riprese e le ripartenze in movimento il discorso è, per certi versi, più semplice: non si pattina, non si deve gestire il gas, ma ci si trova davanti ad un’annosa scelta: scalare o non scalare?

Tendenzialmente tutti scalano credendo nella spinta della potenza anche in seconda o terza, ma non sempre è valido il discorso fatto per le partenze da fermo; anche se non è facile lo stesso capire quando scalare e quando no, è una questione di decimi di secondo.

Il trasferimento di carico non è fondamentale in queste circostanze, in rettilineo, perché come già spiegato solo le trazioni posteriori possono trarne vantaggio ed inoltre non è così” importante” come variazione di massa sulle 4 ruote perché si sviluppa solo in un senso.

Sarà molto più complicato gestire l’accelerazione in uscita di curva senza andar dritti o scodare.

Comunque è fondamentale conoscere il proprio motore per quanto riguarda l’erogazione della potenza e la coppia; questa conoscenza può essere fatta a tavolino o meglio “vivendo” l’auto e facendo molti chilometri in diverse condizioni di carico della vettura.


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